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La terapia biologica dei tumori (termine coniato dal Prof. Luigi Di Bella), è una forma di oncologia biologica di tipo fisiologico.
Può essere definita antropocentrica nel pieno significato scientifico, filosofico, medico etico e cristiano del termine, in quanto cura il portatore del tumore come essere umano, non il tumore come entità a parte, estrapolata da un’inscindibile unità biologica e psicofisica secondo un pensiero scientificamente ed eticamente poco corretto.
La terapia biologica (o multiterapia) è portatrice di una terapia di tipo causale, volta a eliminare i fattori etiopatogenetici (causali) che conducono all’insorgenza del tumore, mediante modificazione del terreno biologico il cui sovvertimento consente l’insorgenza della patologia neoplastica.

La distruzione cellulare indotta da trattamenti chemioterapici non avviene quasi mai in modo totale, le cellule tumorali residue, possono così riprendere la proliferazione trovando un terreno biologico meno attivo e resistente perché provato dalla terapia. Inoltre, si è visto come le cellule tumorali abbiano la tendenza a divenire meno sensibili e più resistenti ai trattamenti farmacologici aggressivi con potenziale ripresa e metastatizzazione. I trattamenti oncologici convenzionali purtroppo non preservano l’integrità delle membrane cellulari, non intervengono sui potenziali di membrana cellulare, sui canali ionici e sulla dinamica dell’espressione e funzionalità recettoriale. Non agiscono neppure in modo selettivo deprimendo il sistema immunitario del paziente.

La terapia biologica dei tumori si basa sull’interazione sinergica fattoriale di componenti singolarmente dotati di documentata attività antitumorale.

Ogni anno si registra un incremento dei tumori, non soltanto in termini numerici ma qualitativi. Infatti si ha una diminuzione consistente dell’età delle persone colpite.
Prevenzione, misure dietetiche, misure comportamentali anche banali (non fumare, non bere bevande ad elevato contenuto alcolico, non abusare del proprio fisico con una vita sregolata), evitare l’utilizzo di alcuni farmaci (come gli ormoni della crescita, potenti agenti cancerogeni) sono tutti fattori che concorrono a ridurre la possibilità di sviluppare una qualche forma tumorale.
Anche l’attività fisica rappresenta un importante fattore di prevenzione, numerose statistiche evidenziano come l’ attività fisica praticata in modo continuo (almeno 3 volte alla settimana), contribuisca a ridurre il tumore al seno in modo evidente.

‘La medicina biologica nasce anche come strategia, come concezione terapeutica e come fattore preventivo.’
oncologia riabilitativa
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